(favola inedita di Massimo Baldi)
La breve storia di Babbo Natale
C’era una volta una città che, almeno dieci mesi all’anno, era completamente bianca, avvolta in ogni angolo di strada da morbida, soffice neve: neve che nascondeva la strada, neve che cadeva a fiocchi sulle case, imbiancandole, neve che si depositava sui tetti, insomma neve dappertutto.
In questa città viveva un paffuto ciabattino tanto, davvero tanto povero ma con un cuore d’oro: infatti, nonostante dovesse lavorare tutto il giorno da mattina a sera per guadagnare quei pochi denari per il cibo, trovava sempre di notte il tempo per aggiustare vecchi giocattoli, quelli che nessun bambino avrebbe mai voluto, da donare poi ai bimbi più poveri della città.
La luna quella notte di dicembre era alta e solenne nel cielo limpidissimo e freddo e illuminava con i suoi raggi l’umile ciabattino e lui pensava alla gioia dei bambini quando avrebbero ricevuto un dono inatteso e desiderato con tutto il cuore!
Il ciabattino aveva tre figli che lo adoravano per la sua immensa bontà ed una moglie dolce e fedele che vedeva in lui il più premuroso e amorevole dei padri e dei mariti!
Ma quanto era difficile la vita per la famiglia del buon ciabattino!
Non appena arrivava l’inverno, il buon ciabattino si metteva il consumato e pesante pastrano e andava di casa in casa, quelle dei bimbi meno fortunati per regalare una bambola di pezza, un burattino riparato alla meno peggio, un trenino arrugginito con tanti vagoncini colorati.
I bimbi erano entusiasti di questi doni inaspettati ed offrivano al buon ciabattino dolci fatti dalla mamma e il loro spontaneo sorriso.
Anche quell’inverno passò e arrivò la primavera: la neve si sciolse, sbocciarono i fiori, gli animali si risvegliarono dal lungo letargo fino a quando un giorno inaspettato bussò alla porta del ciabattino una volpe vestita con grande eleganza, un fiore all’occhiello della giacca e un bastone con un pomello dorato e luccicante.
“Sei stato buono con tutti, buon ciabattino e il Consiglio Universale degli animali del bosco ha deciso di farti un grande dono: da oggi avrai un abito rosso che indosserai la notte del 25 dicembre, avrai delle renne al tuo servizio che traineranno una slitta e tanti giocattoli nuovi di zecca da regalare a tutti i bimbi del mondo; infatti, sei stato sempre buono con chi è stato meno fortunato di te e non dovrai più lavorare per il resto dei tuoi giorni”.
E così avvenne: da quel giorno il buon ciabattino e la sua famiglia vissero giorni di grande felicità, non patirono più gli stenti e i rigori dell’inverno.
Ogni 25 dicembre dell’anno l’umile ciabattino, che viveva nella città di Lapponia, indossava il suo abito rosso fiammante e incitava le renne al galoppo per portare la sua felicità e tantissimi doni a tutti i bambini del mondo.
Sai quanto ami Dicembre e il Natale, lo amo perché circondata dall’affetto e dall’amore dei bimbi tutto diventa piu’ bello Massimo. La tua favola è stupenda e regala emozioni: la posso leggere ai miei bambini come tuo regalo?
Grazie perché i doni delle parole sono i migliori, vengono dal cuore e non hanno prezzo.
Un abbraccio grande mio caro amico
Eufemia 🙂
Cara Eufemia, leggila pure ai tuoi bambini, non può che rendermi felice il sapere che trasmetterò gioia e sogno ai cuori più puri e immacolati dell’Universo.
I bambini sono la speranza di un mondo in armonia con la Natura.
Un abbraccio cara amica
Massimo
Grazie, lo farò molto volentieri, i bimbi amano ascoltare le storie e soprattutto quelle di Natale 🙂
Un abbraccione a te
Eufemia